Intendiamo delle Commissioni il cui scopo sia davvero quello di rendere tutte le persone, siano esse differenti, per sesso, razza, lingua, religione, e gusti sessuali uguali e con pari diritti e per far ciò, le future Commissioni dovranno essere costituite al loro interno da tutte le associazioni, sindacati e organizzazioni rappresentative delle varie “Comunità”
L'Associazione Bandoni prende atto che il pluralismo della nostra società non consente più, se non al prezzo di gravi ed inutili costi sociali, di imporre alle famiglie non tradizionali, una drastica scelta fra due sole opzioni: il matrimonio da una parte e l'assenza assoluta di qualsiasi riconoscimento giuridico dall'altra.
Partendo da tutto questo vogliamo far si che i comuni prendano atto di tutto ciò fino a che non verrà fatta una legge nazionale (PACS), finalizzato al riconoscimento delle unioni tra omosessuali e non.
Queste unioni, oggi non riconosciute per legge, sono fondate su affetti profondi, a volte anche su necessità, comunque su una profonda vicinanza umana.
Ci chiediamo: perché due persone omosessuali che si amano e convivono non possono avere garanzie analoghe a quelle di chi può unirsi in matrimonio?
E questo vale anche per due persone anziane, che decidono di convivere non solo per affetto ma anche per solidarietà.
Le discriminazioni verso costoro divengono evidenti in caso di necessità. Quando, per esempio, due persone intendono accedere a un alloggio pubblico, in caso di malattia, o morte.
In questi casi tutti i diritti vengono violentemente meno.
Noi crediamo che il riconoscimento delle unioni civili sia un atto di profondo rispetto verso forme di convivenza fondate esclusivamente sull'affetto e sulla solidarietà.
Affermiamo con convinzione che il riconoscimento delle unioni civili sarebbe una scelta di civiltà che non sminuirebbe il valore del matrimonio, proprio per tutto questo vogliamo chiedere a tutti i Sindaci dei Comuni di Massa e Carrara e perché no, della Versilia l' istituzione del Registro delle unioni civili.
Lo hanno fatto Arezzo, Bolzano, Ferrara, Perugia, Firenze, Terni, solo per citare alcuni capoluoghi, ma anche tante città minori fra cui Fano, Gallarate Desio, Cento. Molte fra cui Piombino hanno approvato documenti di indirizzo che porteranno presto all'istituzione di un Registro.
L'utilità dello stesso risiede, per le persone che vi si iscrivono, nella possibilità di accedere, almeno in ambito locale, alle stesse forme di sostegno garantite a coppie di persone unite nel matrimonio tradizionale (per esempio, relativamente agli alloggi pubblici).
Ma c'è di più: soprattutto le persone omosessuali necessitano di un riconoscimento circa la loro non estraneità dalla comunità. E l'istituzione di un Registro delle unioni civili è un segnale forte e chiaro, che aiuterebbe molte persone a vivere più serenamente.
“La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l'esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti”.
Questo recita, all'articolo IV, la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789. Principio indiscutibile per chiunque creda nella democrazia.
Chiediamo se è accettabile, in una comunità fondata sui principi della democrazia, che a persone dello stesso sesso, legate in un qualsiasi rapporto affettivo, si impongano limitazioni di diritti che ad altri sono naturalmente garantiti.
Sappiamo quanto un argomento come quello delle unioni tra persone omosessuali possa trovare divisioni. Ma alle istituzioni chiediamo di essere coscienti di quanto possa essere importante, per una parte dei loro Cittadini, il fatto che, il proprio Comune, così come è nella sua facoltà, istituisca autonomamente un Registro delle coppie di fatto ai fini del riconoscimento di alcuni diritti garantiti alle coppie unite da matrimonio.
IL PACS
Il PACS è una proposta di legge che consentirebbe ai cittadini eterosessuali una possibilità di scelta in più sulla regolamentazione della propria unione e nel contempo mirerebbe a garantire, almeno nella pratica, anche ai cittadini omosessuali una prima forma di regolamentazione e di riconoscimento delle proprie unioni che non li confini obbligatoriamente, come ora, nell'impossibilità di fruire di ogni e qualunque forma di tutela e garanzia.
Tutte le coppie che hanno scelto di non sposarsi subiscono oggi un trattamento discriminatorio, e lo subiscono ancora di più le coppie omosessuali che non hanno potuto nemmeno scegliere se sposarsi o meno, semplicemente perché l'attuale legislazione matrimoniale italiana non prevede la possibilità di un unione per due persone dello stesso sesso.
Agli omosessuali italiani, che come tutti gli esseri umani non hanno scelto il proprio orientamento sessuale, e quindi affettivo, é oggi vietato di scegliere un qualunque tipo di regolamentazione giuridica dei rapporti familiari e di coppia creatisi attraverso convivenze stabili. Non si tratta di modificare l'istituto del matrimonio, nè di indebolire il concetto di famiglia fondato sul matrimonio, ma di promuovere una legislazione nuova che possa recepire queste formazioni sociali di unioni di eterosessuali e omosessuali.
La garanzia costituzionale rinforzata di un diritto non implica di per sé anche l'obbligo costituzionale di negare la parità di trattamento ad altri casi. Affermare in modo particolarmente solenne e impegnativo i diritti di qualcuno non equivale a vietare qualunque minimo riconoscimento dei diritti di qualcun' altro.
Non solo quindi l'Art.29 della Costituzione Italiana "..la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" non impone un trattamento differenziato, ma, nel suo complesso, le direttive di carattere europeo impongono al contrario una parità di trattamento e di diritti anche ai nuclei familiari non tradizionali ( quali le "famiglie di fatto" ).
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